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SCUOLA SECONDARIA SUPERIORE


PROGRAMMA DI EDUCAZIONE FISICA

Gli obiettivi appresso indicati, con le esplicitazioni intese a meglio chiarirli, costituiscono la parte normativa del programma. È sembrato opportuno arricchirli con alcune indicazioni orientative e con esemplificazioni dei modi nei quali può realizzarsi un efficace insegnamento dell’educazione fisica nelle scuole secondarie superiori. Tali indicazioni ed esemplificazioni non pretendono tuttavia di avere carattere di compiutezza; tanto più che una medesima attività, variamente impostata, può valorizzare in modo diverso l’uno e l’altro degli obiettivi che seguono, a seconda delle opportunità educative che il docente ritenga di utilizzare nella scansione del suo piano di lavoro. Tenendo presente, comunque, che in questa fascia scolastica l’insegnamento dell’educazione fisica deve tendere al motivato coinvolgimento degli alunni e delle alunne; intento che sarà più facilmente conseguito se le scelte e l’organizzazione delle scelte attingeranno soprattutto al patrimonio motorio delle diverse discipline sportive e di attività espressive tipiche quali i giochi popolari e le danze folcloristiche.

1) Potenziamento fisiologico

La razionale e progressiva ricerca del miglioramento della resistenza, della velocità, della elasticità articolare, delle grandi funzioni organiche, è un fondamentale obiettivo dell’educazione fisica, sia in funzione della salute, sia perché presupposto dello svolgimento di ogni attività motoria, finalizzata particolarmente alla formazione globale dell’adolescente. Tale ricerca va condotta per l’intero corso della scuola secondaria, con differenziazioni di applicazione suggerite dalla valutazione delle necessità emergenti e con l’impiego di strumenti e modalità appropriati.
I mezzi operativi possono essere molti purché sempre aderenti agli interessi dei giovani, alla disponibilità di attrezzature, alle tradizioni locali e alle caratteristiche ambientali.
Una scelta adeguata dell’entità del carico e della ripetizione degli esercizi promuove la resistenza e il potenziamento muscolare. Per es.: esercizi a carico naturale (traslocazioni in piano, in salita, in gradinate, in ostacoli bassi); esercizi di opposizione e resistenza; esercizi ai grandi attrezzi, differenziati, ove opportuno, anche nella tipologia, per alunni e alunne (palco di salita, scale, spalliere ecc.).
La capacità di eseguire movimenti di diversa ampiezza e di compiere azioni motorie nel più breve tempo è condizione necessaria per un buon apprendimento motorio. L’acquisizione dell’automatismo del gesto efficace ed economico, suscettibile di adattamento a situazioni mutevoli, porta alla destrezza; sono utili a conseguirla esecuzioni ripetute sia con attrezzi codificati, sia con attrezzi occasionali opportunamente scelti ed utilizzati in vista del raggiungimento di una motorietà raffinata.
Il graduale aumento della durata e dell’intensità del lavoro, a sua volta, giova in particolare al miglioramento delle funzioni cardio-respiratorie. Per es.: camminare ad andatura sostenuta e correre, possibilmente in ambiente naturale, per durata e ritmi progressivamente crescenti; esercizi a corpo libero e con piccoli attrezzi svolti in esecuzioni prolungate ad intensità progressiva.

2) Rielaborazione degli schemi motori

L’affinamento e l’integrazione degli schemi motori acquisiti nei precedenti periodi scolastici sono resi necessari dalle nuove esigenze somato-funzionali che rendono precari i precedenti equilibri. Ciò porta all’evoluzione quantitativa e qualitativa degli schemi stessi e all’arricchimento del patrimonio motorio.
Sia i piccoli che i grandi attrezzi, secondo le loro caratteristiche, possono riuscire vantaggiosi come mezzi di verifica del rapporto del corpo con l’ambiente. In questa considerazione acquista risalto la ricerca di situazioni nelle quali si realizzano rapporti non abituali del corpo nello spazio e nel tempo e la rappresentazione interiore di situazioni dinamiche. Possono valere allo scopo sia esercizi con la corda, la palla, il cerchio ecc... eseguiti individualmente, in coppia o in gruppo, in modi e con ritmi costanti o variati, sia esercizi ai grandi attrezzi, quali il telo elastico, il cavallo, il trampolino, il plinto, per la ricerca di atteggiamenti in volo, sia infine le attività in acqua (quando vi sia disponibilità di piscina).

3) Consolidamento del carattere, sviluppo della socialità e del senso civico

L’attività svolta per il conseguimento di questi fini può essere valorizzata con interventi di tipo diverso opportunamente graduati, e tra questi, ad esempio: gli esercizi di preacrobatica ed ai grandi attrezzi, intesi a far conseguire all’adolescente la consapevolezze dei propri mezzi e a superare con gradualità eventuali remore immotivate; l’organizzazione di giochi di squadra che implichino il rispetto di regole predeterminate, l’assunzione di ruoli, l’applicazione di schemi di gara;l’affidamento, a rotazione, di compiti di giuria e arbitraggio o dell’organizzazione di manifestazioni sportive studentesche con l’apprestamento-verifica dei campi di gara; l’attuazione di escursioni e di campeggi con attribuzione, sempre a rotazione, dei diversi compiti inerenti alla vita In ambiente naturale ed allo svolgimento di essa nella comunità. La capacità di utilizzare mappe del territorio, di riconoscere luoghi, di decifrare i segni della natura e dell’insediamento umano, costituisce inoltre mezzo di recupero di un rapporto con l’ambiente; l’organizzazione di giochi tradizionali o popolari e di gruppi d’esibizione di attività folcloristiche, che offrono anche interessanti spunti interdisciplinari.

4) Conoscenza e pratica delle attività sportive

La conoscenza dello sport attraverso un’esperienza vissuta è uno degli obiettivi fondamentali dell’educazione fisica nella scuola secondaria superiore; in vista anche dell’acquisizione e del consolidamento di abitudini permanenti di vita. E' evidente il ruolo che 1o sport può assumere nella vita del giovane e dell’adulto sia come mezzo di difesa della salute, sia come espressione della propria personalità, sia come strumento di socializzazione e di riappropriamento della dimensione umana a compensazione dei modi alienanti nei quali si svolge spesso la vita dei nostri giorni. È opportuno, al riguardo, richiamare l’attenzione dei docenti sui rapporti fini-mezzi che vanno tenuti presenti e correttamente impostati secondo le situazioni e le esigenze proprie degli alunni loro affidati. In particolare occorre tener presente che l’approccio allo sport, realizzato anche in modo competitivo, deve rispondere alle condizioni che:

a) le attività riescano effettivamente a coinvolgere la generalità degli alunni, compresi i meno dotati;

b) ogni forma di competizione sia diretta a valorizzare la personalità dei singoli alunni e pertanto costituisca la verifica concreta, non tanto del conseguimento o del miglioramento-di un risultato, quanto dell’impegno personale, dell’applicazione assidua, dell’osservanza delle regole proprie del tipo di attività.

Le abitudini sportive cosi conseguite avranno modo, poi, di svilupparsi nelle ore dedicate all’avviamento alla pratica- sportiva, in conformità delle deliberazioni adottate dagli organi collegiali e nell’ambito delle disposizioni della legge e delle direttive generali emanate dal Ministero.

5) Informazioni fondamentali sulla tutela della salute e sulla prevenzione degli infortuni

L’educazione fisica tende a collocare gli alunni e le alunne in un più ampio circuito di interessi e conoscenze che superino il periodo transitorio della vita scolastica. In questa prospettiva e segnatamente per gli alunni e le alunne degli istituti d’istruzione tecnica, professionale e artistica, acquista rilievo l’informazione sulle attività motorie valide a compensare eventuali quadri di deterioramento psicofisico connessi alle più comuni tipologie lavorative. Per tutti, acquista rilievo inoltre l’illustrazione delle modalità di prevenzione degli infortuni nell’utilizzazione del tempo libero. È noto infatti che in questo settore, basti pensare all’igiene alimentare, vi è una notevole disinformazione o addirittura la diffusione di convinzioni errate, che trovano troppo spesso una manifestazione drammatica nella casistica degli infortuni nel periodo delle vacanze. La capacità di evitare infortuni a se stessi deve collegarsi con quella di prestare soccorso agli infortunati; donde l’opportunità di completare l’insegnamento con le tecniche elementari di pronto soccorso, salvataggio e rianimazione, con riferimento soprattutto a quei casi di traumatologia sportiva che possono verificarsi in ambienti relativamente isolati (es. infortuni in montagna o in mare).



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