| INDIRIZZI DI STUDIO | QUEEN CENTRO STUDI - PROGRAMMI MINISTERIALI |
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LICEO LINGUISTICOSTORIA II ANNO FINALITA' L’insegnamento di Storia è finalizzato a promuovere e a sviluppare: 1. la capacità di recuperare la memoria del passato in quanto tale; 2. la capacità di orientarsi nella complessità del presente; 3. l’apertura verso le problematiche della pacifica convivenza tra i popoli, della solidarietà e del rispetto reciproco; 4. l’ampliamento del proprio orizzonte culturale, attraverso la conoscenza di culture diverse; 5. la capacità di riflettere, alla luce dell’esperienza acquisita con lo studio di società del passato, sulla trama di relazioni sociali, politiche ecc. nella quale si è inseriti; 6. la capacità di razionalizzare il senso del tempo e dello spazio; 7. la consapevolezza della necessità di selezionare e valutare criticamente le testimonianze. OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO Alla fine del biennio lo studente deve dimostrare di sapere: 1. esporre in forma chiara e coerente fatti e problemi relativi agli eventi storici studiati; 2. usare con proprietà alcuni fondamentali termini e concetti propri del linguaggio storiografico (ad esempio, cambiamento, cesura, ciclo, congiuntura continuità, decadenza, progresso, restaurazione, rivoluzione, sottosviluppo, sviluppo); 3. distinguere i molteplici aspetti di un evento e l’incidenza in esso dei diversi soggetti storici (individui, gruppi sociali ecc.); 4. interpretare e valutare, in casi semplici, le testimonianze utilizzate, distinguere in esse fatti, ragioni, opinioni e pregiudizi. individuare inconsistenze e incoerenze ecc.; 5. confrontare, in casi semplici, le differenti interpretazioni che gli storici danno di un medesimo fatto o fenomeno, in riferimento anche alle fonti usate; 6. ricostruire le connessioni sincroniche e gli sviluppi diacronici riferiti ad un determinato problema storico studiato. CONTENUTI STORIA ANTICA E ALTOMEDIEVALE 1. ORGANIZZAZIONE DELL’IMPERO a) Evoluzione istituzionale e amministrativa del principato. b) Nuovi ceti emergenti nell’impero mediterraneo. c) Il diritto romano. d) Organizzazione delle province. Processi di integrazione e limiti della romanizzazione: le culture diversificate delle grandi aree provinciali. e) Ruolo della vita cittadina 2. RELIGIONI DELL’IMPERO a) Religioni dell’impero e fattori di trasformazione: religioni pagane della salvezza. b) Il giudaismo. Il cristianesimo, la sua prima diffusione, le persecuzioni. 3.CRISI DEL SECOLO III E CULTURE DEI POPOLI ESTERNI a) Problemi militari, demografici, economici; dinamiche sociali e colonato. b) Culture dei popoli esterni nei loro rapporti col mondo romano. c)Contatti con le grandi civiltà dell’Estremo Oriente (India, Cina degli Han) e con l’Africa non romanizzata, 4. MONDO TARDOANTICO a) Dal principato alla tetrarchia. b) Svolta costantiniana e società tardoantica: burocratizzazione, tendenze dirigistiche, forze centrifughe, nuovi gruppi dominanti e nuovi centri di potere (capitali decentrate). c) La Chiesa e l’impero universale cristiano; emarginazione del paganesimo e del giudaismo. Resistenze e persistenze pagane, Anacoresi e monachesimo. 5. OCCIDENTE E ORIENTE NEI SECOLI V E VI a) Regni romano germanici. b) Giustiniano e la formazione della civiltà bizantina. c) Invasione longobarda in Italia. Ruralizzazione dell’economia e della società. d) Il papato e gli altri patriarcati; i vescovadi; l’evangelizzazione delle campagne; monachesimi d’oriente e d’occidente. Il latino della Chiesa. Culto dei santi. 6. ESPANSIONE DELL’ISLAM E MONDO LATINO GERMANICO a) Arabi e Maometto. I primi quattro califfi e le divisioni dell’Islam. La grande espansione e la crisi del califfato. Civiltà arabo musulmana. b) Gli Slavi nei Balcani. c) Longobardi, bizantini e papato. d) I Franchi dai Merovingi ai Carolingi; sviluppo delle clientele armate. e) Egemonia culturale del clero; monachesimo celtico e anglosassone: conversione dei Germani d’oltre Reno. 7. EUROPA CAROLINGIA a) Carlomagno: conquiste militari e res taurazion e dell’impero, b) Rapporti vassallatico-beneficiali. c) Riforma monetaria: rinascita degli studi grammaticali; unificazione liturgica; riforma monastica. d) Economia curtense e signoria fondiaria. e) Regno carolingio d’Italia. L’Italia non carolingia. f) Dissoluzione dell’impero carolingio. 8. PARTICOLARISMO DEL SECOLO X a) Nuove invasioni: Normanni, Ungari, Saraceni. b) Crisi dell’ordinamento pubblico carolingio e nascita di nuovi poteri locali: l’incastellamento. c) Impero sassone e radicarsi dei rapporti feudali. d) Due nuovi stati cristiani: Polonia e Ungheria, e) Spagna dei califfi Omayyadi e gli inizi della riconquista. f) Sintomi di ripresa demografica. g) Crisi del papato e riforma cluniacense. h) Leggenda dell’Anno Mille. 9.RINASCITA DELLA VITA CITTADINA E RIFORMA DELLA CHIESA a) Dalla signoria fondiaria alla signoria di hanno. b) Vita cittadina in Italia e oltralpe. c) Città marinare e incipiente egemonia di Venezia. d) Impero germanico e regni particolari. e) I Normanni creatori di stati: regni d’Inghilterra e di Sicilia, la Russia di Kiev. f) Verso la riforma della Chiesa: spinte riformatrici dall’alto e movimenti di religiosità popolare. Gregorio VII e i ‘dictatus papae’. Lotta per le investiture e sue conseguenze sulla natura dell’impero e della Chiesa. Note generali 1. Il programma di storia antica e altomedievale è per il biennio degli indirizzi di durata quinquennale e consiste nelle due prime annualità dell’unico ininterrotto programma che dovrà esaurire, appunto in cinque anni, l’intero corso della storia universale, dalla preistoria ai nostri giorni. 2. Gli obiettivi di apprendimento sono stati individuati e calibrati avendo presente l’esigenza di assicurare una prima ed elementare, ma autosufficiente e completa, informazione circa la natura della conoscenza storica, le difficoltà che presenta, il linguaggio attraverso cui si esprime, l’utilità che riveste per l’uomo d’oggi. Una serie di obiettivi, questa, al cui perseguimento lo studio della storia antica e altomedievale risulta, alla prova dei fatti, perfettamente adeguato. 3. I contenuti sono ripartiti in punti numerati progressivamente, nei quali sono indicati, in successione cronologica, i momenti fondamentali dello sviluppo storico dalla preistoria fino alla conclusione della lotta per le investiture. All’interno di ciascuno di questi punti sono indicati con lettere dell’alfabeto alcuni dei possibili temi particolari in cui è stata articolata la trattazione di essi. 4. La scelta del tema o dei temi più adatti a caratterizzare la fisionomia di un determinato momento rispetto a quello che precede e a quello che segue è affidata al docente. In una prima fas e è opportuno privilegiare gli sviluppi politico sociali e in seguito, sulla rete della cronologia già tracciata, è possibile strutturare una trattazione per temi sulle realtà storiche di più lenta trasformazione (per esempio, le trasformazioni nell’economia, nella cultura, nella religione, nelle istituzioni). I Programmi Ministeriali del Liceo Linguistico sono estratti dal progetto della Commissione Brocca.
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