INDIRIZZI DI STUDIO

QUEEN CENTRO STUDI - PROGRAMMI MINISTERIALI


 ♦ Liceo Classico
 ♦ Liceo Scientifico
 ♦ Liceo Linguistico
 ♦ Socio-PsicoPedagogico
 ♦ Ragioneria - I.G.E.A.
 ♦ Geometra
 ♦ Dirigente di Comunità
 ♦ Economo Dietista
 ♦ Perito Informatico
 ♦ Perito Aziendale
 ♦ Perito Turistico
 ♦ Perito Elettronico
 ♦ Perito Elettrotecnico




 ♦ DopoScuola, Ripetizioni


Promozioni


LICEO LINGUISTICO




ELEMENTI DI PSICOLOGIA, SOCIOLOGIA E STATISTICA

I e II ANNO

Il programma ministeriale si riferisce al BIENNIO nel suo complesso. Per quanto riguarda la distribuzione della materia nei due anni, si segnala che non sono stati proposti percorsi vincolanti, ad esclusione delle indicazioni riportate nel seguito; spetta alla programmazione indicare quali strategie adottare e quali itinerari seguire per garantire la gradualità, l’organicità e la produttività dell’azione didattica. Spetta parimenti al docente stabilire raccordi e connessioni tra singole attività, per evitarne la rigida separazione e per non frammentare gli apprendimenti.

FINALITA'

Il corso ha le seguenti finalità:

1.l’apprendimento di alcune nozioni di base sui processi psichici e sociologici. sensibilizzando attraverso esse alla complessità della persona umana sotto l’aspetto funzionale e relazionale;

2. l’approccio scientifico alla ricerca empirica applicata alle scienze umane. sensibilizzando ai limiti specifici che il metodo empirico presenta in questo ambito:

3.l’acquisizione di alcune tecniche di raccolta ed elaborazione dei dati e di lettura statistica delle rilevazioni. correlate agli strumenti più diffusi anche nella volgarizzazione sui mass-media;

4. l’orientamento ai campi di attività e di professionalità in cui si può concretizzare socialmente e culturalmente una competenza lavorativa di tipo psicologico e sociologico.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Alla fine del biennio lo studente deve dimostrare essere in grado di:

1. descrivere per sommi capi l’attività cognitiva in termini di costruzione e di rielaborazione attiva da parte del soggetto conoscente;

2. individuare e descrivere almeno uno dei processi psichici chiave nella prospettiva evolutiva, evidenziando le potenziali variabilità di direzione, i diversi ritmi individuali, i possibili arresti;

3. descrivere, anche solo embrionalmente, la interdipendenza e la interrelazione sistemica dei fattori biologici e culturali in alcune aree esemplari;

4. descrivere in modo anche soltanto elementare la interdipendenza che sussiste tra costruzione della identità individuale e processi sociali e/o di gruppo;

5, descrivere alcuni caratteri elementari della vita sociale a livello sia micro che macro-sociologico;

6. dimostrare abiliti almeno iniziale nell’uso

a) di alcuni metodi della ricerca psicologica e sociologica:
- inchiesta e questionario,
- osservazione,
- controllo delle variabili;

b) di alcuni strumenti elementari di descrizione statistica dei fenomeni:
- assegnazione di punteggi,
- elaborazione della media,
- confronto tra le medie;

7. identificare, discriminare e descrivere sinteticamente i principali profili professionali e gli ambienti di attività in cui una competenza psicologica e sociologica trovano attuazione nella nostra società e gli iter formativi attraverso cui si perviene ad acquisire titoli professionali in queste aree.

CONTENUTI

1.1 PROCESSI COGNITIVI DI BASE: PERCEZIONE, APPRENDIMENTO E MEMORIA

1.1. La percezione come organizzazione e costruzione (fondamentale)

1.l.1. Le costanze percettive (di forma, di grandezza, di colore).
1.1.2. La percezione della profonditi e della tridimensionalità (la valutazione automatica della distanza).
1.1.3. L’organizzazione gestaltica della percezione (figurasfondo. somiglianza, chiusura).
1.1.4. La percezione del movimento (come traduciamo in movimento’ le informazioni statiche sulla retina).
1.1.5. Le illusioni ottiche e le figure ambigue (la instabilità della percezione e i meccanismi automatici di risoluzione).
1.1.6. La lettura come processo di percezione selettiva (il problema della lettura come processo diverso dal riconoscimento figurale delle singole lettere).

1.2. L’apprendimento: non solo associazione passiva (fondamentale)

1.2.1. L’apprendimento per tentativi ed errori (la legge dell’effetto).
1.2.2. I riflessi condizionati (Pavlov).
1.2.3. L’apprendimento operante (Skinner).
1.2.4. L’insight (la concezioneanti-associazionistica dell’apprendimento nella Gestaltpsychologie).
1.2.5; L’apprendimento vicario: apprendimento latente ed imitazione (l’apprendimento attraverso curiosità ed esplorazione, privo di rinforzo esplicito).

1.3. La memoria come elaborazione attiva (complementare)

1.3.1. Le ricerche classiche di Ebbinghaus.
1.3.2. La memoria come contenitore: inibizione retroattiva e proattiva.
1.3.3. Memoria di rievocazione e di riconoscimento.
1.3.4. Le rielaborazioni mnestiche e la deformazione del ricordo nelle ricerche della Gestalt.
1.3.5. Il fenomeno della dimenticanza e le sue leggi.
1.3.6. Memoria a breve termine e memoria a lungo termine nei modelli cognitivisti.
1.3.7. Memoria iconica e memoria semantica.

2. LA PROSPETTIVA EVOLUTIVA

2.1 Le pr+nc@uli tappe ueflo suìhppo del linguaggio (fondamentale)
2.1.1. La comunicazione non verbale nel regno animale.
2.1.2. La comunicazione non verbale nel neonato ed il sistema complesso di comunicazione madre-bambino.
2.1.3. Vocalizzazioni e pianti del neonato come forme sofisticate di comunicazione.
2.1.4. Lo stadio delle olofrasi.
2.1.5. Lo stadio della grammatica binaria.
2.1.6. Lo sviluppo del vocabolario e della sintassi.
2.1.7. Codice elaborato e codice ristretto: ricerche su linguaggio e svantaggio culturale,
2.1.8. Linguaggio e pensiero.

2.2. Le principali tappe nello sviluppo della socialità (complementare)

2.2.1. Lo stadio fusivo della indistinzione sé/non sé.
2.2.2. L’attaccamento.
2.2.3. L’egocentrismo.
2.2.4. L’interazione attraverso regole.
2.2.5. Il gioco come socializzazione,
2.2.6. Dalla relazione diadica alla relazione di gruppo.
2.2.7. L’acquisizione della capacita di relazione centrata sullo scambio e sulla empatia (la relazione io-tu-me).

3. BASI BIOLOGICHE E GENESI DELLA CULTURA

3.1. Etologia della organizzazione sociale nel regno animale le basi biologiche della socialità (fondamentale)

3.1.1. L’organizzazione in gerarchie nel branco
3.1.2. L’altruismo tra gli animali.
3.1.3.Allevamento e cura della prole come sistema preordinato di interazioni.
3.1.4.Imitazione come processo socializzante e di diffusione della innovazione nel gruppo.
3.1.5.La diffusione della innovazione nella comunità di scimmie.

3.2 Dalle motivazioni omeostatiche alle motivazioni epistemicbe nella ricerca psicologica: i bisogni umani non sono solo tesi a ripristinare lo stato di quiete, ma anche ad espandere l'esperienza (complementare)

3.2.1. L’impossibilità di spiegare tutto il comportamento in termini di soddisfacimento di impulsi elementari: il fallimento della ipotesi comportamentista 'fame-sete-sesso-paura’ come uniche motivazioni dell’azione.
3.2.2. Il comportamento esplorativo negli animali e nell’uomo: le ricerche di Harlow e l’osservazione del gioco infantile.
3.2.3. Il gioco e la curiosità come sorgenti di motivazione autonoma: la ‘motivazione 'epistemica’ di Berlyne.
3.2.4. La motivazione affiliativa e sociale negli animali e nell’uomo: l’altruismo come ‘bisogno’ osservato dagli etologi.
3.2.5. Il need for competence il bisogno di padroneggiare gli schemi e di svilupparne di nuovi, indipendentemente da vantaggi immediati.

L’INTERAZIONE INDIVIDUO-GRUPPO-SOCIETÀ

I fenomeni della conformità e del pregiudizio (fondamentale)

4.1.1. La pressione di gruppo e la deformazione del giudizio personale negli esperimenti di Asch.
4.1.2. L’autorità e il conformismo a regole contrarie alle proprie convinzioni (esperimento n. 7 di Millgram),
4.1.3. L’effetto di anonimia nella situazione di gruppo esteso (Aronson).
4.1.4. La dinamica del pregiudizio: le ricerche classiche di Allport.
4.1.5. La formazione di stereotipi e pregiudizi nelle situazioni di relazione tra gruppi: il pregiudizio razziale.

4.2. I fenomeni e i processi sociali: l’impossibilità di comprendere l’individuo senza considerare l’interazione con il sociale (fondamentale)

4.2.1. Gruppi sociali: il necessario articolarsi della società in gruppi.
4.2.2. Istituzioni e ruoli sociali: la gerarchizzazione dei ruoli nelle istituzioni; il rapporto ruolo/status.
4.2.3. Relazioni individuo-società: modelli conflittuali e modelli sistemici. La necessità della società per l’articolarsi della individualità. I conflitti di ruolo.
4.2.4. Società semplici e complesse: la complessità delle società che ammettono sotto-sistemi con culture differenziate e conflittuali.

4.3. Atteggiamenti ed opinioni: i processi attraverso cui categorizziamo gli altri e creiamo pregiudizi necessari ma potenzialmente negativi per lo sviluppo personale e della società (complementare)

4.3.1. Lo studio degli atteggiamenti e delle opinioni: metodi.
4.3.2. La relazione tra atteggiamenti e variabili sociodemografiche.
4.3.3. Atteggiamenti e comportamenti effettivi: gli atteggiamenti rilevati non sempre costituiscono predizione per i comportamenti effettivi.
4.3.4. Il cambiamento di atteggiamento e la persuasione: il bisogno di ridurre la dissonanza cognitiva.
4.3.5. 1 mass-media e la persuasione: la pubblicità come forma di comunicazione persuasiva.

5.I PROFILI PROFESSIONALI: campi. ruoli e livelli in cui si definisce la professionalità psicologica e sociologica (fondamentale)

5.1.L’area clinico-terapeutica: diagnosi e terapia, attività di consultorio, l’assistenza sociale, la sensibilizzazione alla integrazione degli emarginati, l’handicap.

5.2.L’area educativa in senso lato: l’orientamento scolastico e professionale, la ricerca educativa, il recupero dello svantaggio culturale, l’individualizzazione dell’insegnamento.

5.3.L’area della analisi ed dell’intervento nelle organizzazioni.

5.4.L’area della ricerca: evolutiva, sociologica, antropo-culturale.

5.5.L’ area dei ser vizi sociali.

5.6.L’area della comunicazione, del marketing e della pubblicità.

6.I METODI DELLA RICERCA (primi elementi)

6.1.Il trattamento e l’analisi dei dati quantitativi e qualitativi: introduzione generale (fondamentale).

6.2.L’osservazione sistematica e comparata (fondmentale).

6.3.Il questionario e l’intervista (fondamentale).

6.4.Il metodo del controllo delle variabili e della sperimentazione misurata in laboratorio (complementare).

6.5.Il metodo longitudinale (complementare).

Note generali

1. L’insegnamento è caratterizzato da una ampia rosa di contenuti proposti. Vanno però tenute presenti tre considerazioni di fondo, che contestualizzano il se nso di questa ampiezza.

a. Innanzitutto va sottolineato che i contenuti fondamentali sono comunque da svolgere, mentre sono da considerarsi opzionali quelli complementari.

b. In secondo luogo va fortemente sottolineato che la dinamica di apprendimento che si intende promuovere è attiva e non passiva e di sensibilizzazione a metodi e concetti base piuttosto che di sistematizzazione esaustiva. Ciò significa che gli argomenti proposti sono stati prescelti non solo per la loro rilevanza all'interno delle discipline dell'area, ma anche in quanto atti ad essere appresi, attraverso esempi, esperienze classiche riproposte e riassunte ed eventualmente piccole esperienze dirette di ricerca effettuate dalla classe.

c. In terzo luogo va tenuto presente che l'elenco dei punti in cui si articolano argomenti e sotto-argomenti individua settori classici della ricerca, secondo una successione che mira a indicare implicitamente allo studente la complessità dei processi psicologici e sociali. La consapevolezza della complessità è vecessaria, per evitare di formarsi l'idea - non corrispondente alla storia della ricerca nell'area - che l'uomo è riconducibile a meccanismi semplicistici ed a correlazioni elementari.

2. I contenuti indicati non costituiscono un elenco di argomenti da svolgere in lezioni sequenziali, ma un bacino di riferimento cui il docente può attingere nel rispetto della gerarchia di fondamentale e di complementare.

I Programmi Ministeriali del Liceo Linguistico sono estratti dal progetto della Commissione Brocca.



queencentrostudi

Queen Centro Studi International srl
Via Domodossola 23
20145 Milano
Tel. 02 58103245 Fax 02 58103215


Richiedi Informazioni!